Giro d'Italia 2012: L'analisi dei favoriti!

Pronosticare i protagonisti di una grande corsa a tappe non è sempre facile: anno dopo anno la starting list del Giro d'Italia si è arricchita sempre di più. E forse mai come quest'anno il ventaglio dei papabili vincitori è così ampio, tra corridori internazionali ed Uvisti di grande spessore. Chi sarà l'erede di De Luca?

 

La Maglia Rosa
Il Giro d'Italia 2011 vide vincere De Luca con uno degli scarti di tempo più stretti della storia: appena 13'' i secondi di distacco tra il corridore brianzolo e Vincenzo Nibali. Sul gradino più basso del podio si accomodò Riccardo Zucchi in grandissima crescita nelle ultime tappe dopo una prima parte di corsa molto grigi. Quest'anno, tra i primi dieci dello scorso anno non vi saranno lo Squalo dello stretto e Contador, arrivato appena 4° lo scorso anno. A sostituire il messinese c'è Ivan Basso, assoluto dominatore contrastato del Giro d'Italia 2010 ma che incomincia a sentire il peso degli anni. E poi c'è il nostro Robert Williams, che arriva da tre podi consecutivi (l'ultimo il più assurdo) al Tour de France. Torna pure Luca Heldram, splendido terzo nel Giro di Ivan Basso.
 
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Robert Williams
E' assurdo che un corridore del suo calibro sia ancora a secco di vittorie nei grandi Giri. Noi crediamo che abbia enormi possibilità di vincere questo Giro d'Italia: fin'ora il cammino alla corsa rosa è stato fatto in modo minunzioso ed impeccabile, allenandosi alle strade italiane sin dalla Tirreno-Adriatico di Marzo e dimostrandosi in grande forma essendo essendo attualmente in testa al Giro di Romandia. In più porta con se l'esperienza dell'ultimo Tour de France, dominato in lungo e largo, e perso per l'incapacità di saper gestire l'eroica azione di Samuel Sanchez. Se Williams sarà il corridore visto al Tour e avrà imparato dai suoi errori, avendo anche una squadra molto forte, siamo sicuri che lo vedremo sul gradino più alto del podio.
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Danilo De Luca
Il vincitore del Giro d'Italia 2011 si ripresenta per onorarare il suo titolo con un percorso di avvicinamento più soft rispetto allo scorso anno. A detta sua la vittoria dello scorso anno lo privò di molte forze fisiche e mentali che gli privarono di correre il Tour de France al meglio. Dunque probabile che non vedremo, almeno all'inizio, un De Luca al 100%. Eppure il percorso gli calza a pennello, se salverà la gamba nelle prime tappe poi avrà una lunga cronometro con la quale potrà raccogliere minuti importanti sugli avversari.
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Riccardo Zucchi
Mettendo da parte il disastroso 2011 (un Delfinato dominato non può ripagare da due flop a Giro e Tour), Zucchi ha preferito avvinarsi al Giro con un avvicinamento più tradizionale fatto di Tirreno-Adriatico e corse delle Ardenne. Per lui vale l'incognita della forma, ma immaginando che si sia preparato al meglio, allora può essere tra i papabili vincitori di questo Giro d'Italia: è reduce da 3 podi consecutivi, ha il Giro tatuato nel DNA ed è il corridore in cui la gente italiana più si riconosce, ancor più di De Luca. Rispetto agli avversari ha forse un punto debole in più: la squadra. Nessuno infatti sembra essere in grado di potergli stare vicino quando la strada salirà.
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Andy Schleck
Il nostro Andy Schleck pur avendo tutte le caratteristiche in regola, ha sempre mancato il vero salto di qualità: il 2° posto al Giro d'Italia 2007 resta il miglior risultato fatto dal lussemburghese in un grande Giro. Forse, proprio per questo motivo ha deciso di tornare alla corsa rosa. Rispetto agli avversari pecca di intelligenza tattica ed è meno forte a cronometro. Eppure i risultati ottenuti questa stagione sono molto incoraggianti: 2° posto e 2 vittorie di tappa alla Parigi - Nizza e 1 tappa vinta e classifica finale dei Paesi Baschi. E poi due podi consecutivi a Freccia e Liegi; forse l'essere a tutta da così tanto tempo segna l'altra grande incognita. A supportarlo una squadra forte, tra cui il nostro De Marchin, capace da solo di una TOP 5.
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Luca Heldram
L'assassino torna sempre nel luogo del delitto. Nel nostro caso, Luca Heldram (ma per tutti "Il Saggio") torna là dove 24 mesi fa incominciò a spiccare il volo e ad affermarsi come uno dei migliori corridori sul piano mondiale. Da allora ha messo in cassaforte tre grandi classiche, molti piazzamenti di prestigio ed una Vuelta de Espana. Forse, proprio la Vuelta vinta a settembre lo ha convinto sulle sue capacità da corridore da corse a tappe, così è tornato al Giro, pur senza troppe rinuncie. Come Andy, anche Luca è a tutta da molto tempo, ha rinunciato appena alle corse di fine aprile concedendosi un periodo di riposo. Il percorso, salvo la lunghissima cronometro, sembra favorirlo sin dalle prime tappe, con frazioni vallonate dove può guadagnare sugli avversari. La squadra è fortissima: Pozzovivo, Brajkovic, Tiralongo, solo per fare alcuni nomi. Lui fa schermo e dice che in realtà il vero leader è Brajkovic. Intanto però, indossa il pettorale N.1 della sua squadra.
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La Maglia a Punti
Lo scorso anno fu il nostro Paolo Bitta a vincere la maglia, per differenza di vittorie, rispetto ad Alessandro Petacchi, e con soli due punti di vantaggio rispetto ad Alessandro Rubens. Quest'anno sarà ancora più difficile per i velocisti concorrere in questa speciale classifica, sia per l'enorme concorrenza, sia per la presenza di poche tappe adatte completamente a loro.
 
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Luca Heldram
Candidato o non candidato alla vittoria finale, noi riteniamo comunque il sardo il principale favorito per questa maglia. Dalla sua ha il fatto di poter essere competitivo in moltissime tappe: può raccogliere punti importanti sia nelle tappe vallonate, sia in quelle di montagna, ed inoltre ha un'importante spunto veloce che lo rende paragonabile ad alcuni scattisti veloci. Osiamo immaginare che, se si troverà in lotta per questa tappa alla vigilia dell'ultima tappa, lo potremmo trovare a sgomitare per un posto in volata in quel di Milano.
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Marco Ranzani
L'altro forte candidato per questa maglia è il "novellino" del Giro Marco Ranzani, il campione Italiano. Ranzani ha dimostrato in giro per il mondo di sapersi valere sui percorsi anche abbastanza duri (il campionato italiano di Ischia dello scorso anno non si può certo definire semplice) ma anche in volata, come dimostrano le vittorie a Madrid e i piazzamenti al Tour dello scorso anno. E' arrivato terzo in questa speciale classifica della Vuelta 2011, proprio a due punti da Heldram.
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Paolo Bitta
Fu proprio durante lo scorso Giro d'Italia che si assistì alla straordinaria mutazione da corridore da classiche a velocista, qualcosa che ricorda molto il Bettini di fine carriera, riuscendo a vincere una tappe, e vari piazzamenti che gli valsero alla fine la vittoria a sorpresa della maglia rossa. Le volate dello scorso anno furono in un certo senso, forzate, in quanto non era presente nessuno in squadra che potesse disputarle. Quest'anno la concorrenza è enormemente aumentata, sia in squadra dove vi sono Sagan e Viviani, sia nelle altre squadre.
 
La Maglia bianca - I giovani
Fino allo scorso anno trovavamo a competere per questa maglia la generazione Uvis più gloriosa di sempre, quella del 1986, in cui, giusto per fare alcuni nomi, erano nati Danilo De Luca, Marco Pantani Lazarus, Nino D'Agata, Riccardo Zucchi. Ma dopo quella data pare vi sia stato un vuoto generazionale, anche tra gli Uvisti, per ciò che riguarda i corridori da Corse a Tappe. Così, per la prima volta dopo anni, molto probabilmente non troveremo un corridore da Top 10 in lotta per questa maglia che ricordiamo, riguarda i nati dopo il 1° gennaio 1987.
 
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Rein Taaramae
Ci sentiamo di metterlo come principale favorito perchè è l'unico giovane dichiaratamente capitano di una squadra, la Cofidis, che lo scorso anno vedeva tra le sue file anche una nostra vecchia conoscenza, Bud Spencer. Per Taarame c'è da ricordare un ottimo Giro di Romandia lo scorso anno, quando giunse 5° (ma sarebbe stato 3° senza le due fughe bidone), buono in salita, potrebbe raggiungere, con un po' di fortuna, anche una Top 15 finale.
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Edvald Boassom Hagen
C'è ovviamente da dire che Boassom è tutto tranne un corridore da corse a tappe, e che nella sua Sky sono molti altri i corridori in grado di reggere le salite. Ma forse proprio per questo motivo potrebbe godere di una discreta libertà: in grado di vincere nei traguardi meno scontati, combattivo, e neanche così arrendevole nelle grandi montagne, potrebbe essere la grande sorpresa.
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Salvatore Esposito
Il giovane italo-svizzero che debutta al Giro d'Italia, classe 1989, potrebbe compiere un'ulteriore passo in avanti nella sua ascesa. Se la cava benino in salita, la concorrenza per la maglia bianca non è alta, dunque, se la squadra lo svincolerà dai compiti di gregariato rispetto a Rujano (magari in caso d'uscita precoce di classifica del venezuelano), il giovane emule di Simoni potrebbe provare a lottare per questa speciale classifica, di buon auspicio per tutti quelli che l'hanno già vinta in passato.