Le pagelle del Giro d'Italia UVIS 2016

Le pagelle UVIS del Giro d'Italia 2016

Alfredo Argentin 6 di incoraggiamento
Dura solo poche tappe il Giro del giovane della Southeast. Lo aspettiamo la prossima volta più competitivo. 

Paolo Bitta 5,5
Quest'anno non riesce a vincere nemmeno una tappa, pur sfiorando il successo più volte. Dopo la Sanremo avrà esagerato con i festeggiamenti.

Riccardo Zucchi 6,5
Per poco non vince la cronometro conclusiva e si difende come può per tutto il Giro. Non è al massimo della forma ma centra comunque la top ten.

Antonio Reda 6,5
Migliora di due posizioni il risultato dello scorso anno, ma il suo Giro è costellato di alti e bassi. Arriva secondo sul Blockhaus ma poi non riesce neanche a reggere l'onda d'urto di Malvestio per la maglia bianca. Il presupposti per migliorare ancora però ci sono.

Filippo Olivieri 5
Era il suo primo Giro, ma ci si aspettava qualcosa di più dal giovane veneto che si arrende già al primo arrivo in salita.

Fabio Andreoli 10 e lode
Questa volta appare più vulnerabile del solito, andando addirittura in crisi a Bormio 2000. La gestione della corsa però è perfetta e nella terza settimana mette ripetutamente in difficoltà Vincenzo Nibali. Ormai è lui l'uomo da battere nelle corse a tappe.

Luca Capuano 7 di incoraggiamento
Fino alla sfortunata caduta era il più credibile antagonista di Andreoli ed aveva anche finalmente vinto una tappa. Speriamo non decida di ritirarsi prima di essere tornato a riprovarci l'anno prossimo.

Tommaso Conforti 6,5
Alterna prestazioni ottime, compresa una vittoria di tappa, a prestazioni non consone alle sue qualità. Alla fine cade e si infortuna, essendo costretto al ritiro. Il bilancio è comunque positivo per lui.

Gabriele Currego 6
Non è in forma come l'anno scorso, ma questa volta il capitano della squadra era Simon Yates. Il 23enne veronese chiude comunque ancora in top 20 dimostrando grande stoffa. Il futuro è tutto suo.

Mikhail Novitopolsky 6
Lui è la punta di diamante della Nippo-Vini Fantini ma non brilla come dovrebbe. Riesce a fare leggermente peggio rispetto all'anno scorso, ma mette a segno comunque qualche buona prestazione. Deve fare di più. 

Giuseppe Nappi 5
Era all'esordio al Giro e ha pagato lo scotto. Non si fa vedere nemmeno in salita e non riesce neanche ad arrivare a Torino. Rimandato.

Carlo Malvestio 9
Al suo primo Giro fa cose eccezionali. Vince una tappa, la maglia bianca e chiude al quinto posto dimostrando di avere le tre settimane nelle gambe. A solo 23 anni è un biglietto da visita che non passerà inosservato. 

Tommaso De Marchin 7,5
In salita non è mai tra i migliori, ma vince la cronometro iniziale e quella finale. Il bottino non è male ed è condito dal quarto posto finale che eguaglia il suo miglior risultato personale datato 2014. 

Marco Locatelli 6
Finché resta in corsa aiuta Marquetz il più possibile e si comporta da buon gregario. Poi anche per lui arriva il ritiro prematuro. Come primo Giro poteva andare peggio, ma anche meglio.

Salvatore Esposito 8,5
Il suo inizio di Giro è piuttosto problematico, ma poi rompe il ghiaccio e sfiora il successo a Frascati sul pavé e a Bormio 2000 prima di mettere tutti in fila sul Colle delle Finestre. Non aiuta De Marchin quanto potrebbe, ma la squadra lo lascia fare e alla fine è settimo in classifica generale. Anarchico ma efficace. 

Giacomo Marquetz 9
Tornato in un GT con ambizioni di classifica dopo lo sfortunato Tour de France 2015, dimostra di aver fatto passi da gigante. Vince a San Marino e difende strenuamente la terza piazza, costruendo basi solide fin dalla prima settimana. È lui la vera sorpresa di questo Giro.

GLI ALTRI...

Vincenzo Nibali 8
Disputa una prima settimana spaventosa stravincendo a Scalea, poi piano piano cala. A Bormio 2000 sembra poter rientrare in corsa ma crolla già il giorno dopo facendosi addirittura recuperare da Andreoli nel corso della cronoscalata del Mortirolo. 

Thibaut Pinot 4
Sarà venuto al Giro solo per preparare il Tour ma non si vede mai.

Fabio Aru 9
È il gregario perfetto per Nibali, tanto che sembra sprecato in questo ruolo. L'attacco nella discesa del Colle delle Finestre è da Oscar.

Cannondale 10
Uran, Talansky e Craddock sono sempre al fianco di Andreoli e lavorano alla perfezione. Encomiabili.

Alessandro de Marchi 10+
Stravince la maglia azzurra sfiancando letteralmente Rogers. A dir poco straordinario.

Ryder Hesjedal 6
Grazie al suo apporto, la Trek vince la classifica a squadre. Nell'ombra ma fondamentale.